La principessa del Brunello Violante Gardini Cinelli Colombini sposa il suo principe azzurro Enrico Pelagatti con una festa da fiaba di due giorni: confetti d’autore, sassofonista di George Clooney, un mago molto televisivo, le torte del pasticcere campione del mondo, i formaggi e soprattutto tantissimi vini superpremiati con giovani produttori di vino di tutta Italia

LA STORIA D’AMORE DI VIOLANTE E ENRICO

Avevano scelto la data dell’11 luglio 2020 più di un anno prima quando Enrico Pelagatti, aveva portato Violante in Piazza della Signoria si era inginocchiato con l’anello in mano “mi vuoi sposare?” e lei, pragmatica come sempre, aveva risposto “certo” invece del più prevedibile “SI”.

Violante ha un nome bello ma lunghissimo Gardini Cinelli Colombini e discende da uno dei più nobili e antichi casati del Brunello. La madre Donatella ha fatto nascere il turismo del vino creando la giornata “Cantine aperte” ed ora ha due cantine -il Casato Prime Donne e la Fattoria del Colle – che sono le prime in Italia con un organico tutto al femminile.

Violante è nata a Montalcino nel 1984, pochi mesi prima del suo sposo, che invece è fiorentino e si occupa di marketing e comunicazione in tutt’altro settore: camion e altri grossi mezzi meccanici. Laureata in Economia lei e in Scienze Politiche lui. Si conoscono da più di dieci anni grazie all’associazione LEO Club – giovani del Lions, di cui entrambi facevano parte. All’inizio non si piacevano perché, mentre era Presidente regionale dell’associazione, Violante aveva contrastato le scelte del Leo Club di Enrico guadagnandosi la duratura ostilità dei suoi membri.
Nell’autunno 2016, entrambi si lasciano burrascosamente dai rispettivi partners e poco dopo si trovano a Firenze insieme ad altri amici. << Parlai tutto il tempo della mia ex>> racconta Enrico, ma comunque scatta la scintilla e Enrico chiede a Violante di incontrarsi di nuovo. Il rapporto cresce nonostante i continui viaggi di lei e le scottature precedenti di entrambi, che fanno ancora male.  I dubbi sulla tenuta del loro rapporto si traducono nella battuta <<lo mangeremo il panettone?>>. In realtà le cose vanno sempre meglio e quando arrivarono a Barile per festeggiare il capodanno dalla produttrice Elena Fucci – quella del celebre Titolo- e suo marito Andrea, Enrico ha la foto con Violante e il panettone nel telefono.
I nostri sposini hanno caratteri opposti: esplosiva lei, riflessivo lui, temeraria lei prudente lui. Violante è un motorino nella vita e nel lavoro, mentre Enrico legge e elabora di più. Alla fine si completano a vicenda.

UN MATRIMONIO CHE SEMBRA UN INNO ALLA RIPARTENZA

La preparazione del matrimonio sembra una sfida al coronavirus. A marzo nessuno avrebbe scommesso di poterlo celebrare ma dopo il loockdown le restrizioni covid vengono ridotte settimana dopo settimana e presto gli sposi ricevono l’agognata autorizzazione a togliere le mascherine. Enrico e Violante cominciano a sperare ….. il matrimonio dei loro sogni inizia a concretizzarsi …. ma bisogna dare una grossa sforbiciata alla lista degli invitati: massimo 200 persone divise in due giorni successivi. Parenti e “amici storici” compresi i giovani produttori di vino di tutta Italia AGIVI associazione di cui Violante è presidente nazionale.
I preparativi ricominciano. Niente wedding planner e nessun catering ma tanti “contributi eccellenti” scelti uno ad uno fino a un risultato quasi principesco ma molto, molto, molto personale. “Abbiamo messo insieme tanti dettagli che fanno parte della storia del nostro amore…. per organizzare una festa di matrimonio che fosse davvero nostra”

Violante bellissima con un vestito di pizzo e organza creato appositamente per lei a Bologna con un modello unico e capace di mettere in evidenza la sua vita sottile “anche troppo” ha commentato lei dopo la dieta forzata. Nella scelta dell’abito e dell’acconciatura ha messo lo zampino Clara Melchiorre, un’amica d’infanzia, fashion photographer che, a soli 27 anni, pubblica regolarmente su Vogue.
Su richiesta degli sposi anche i familiari hanno indossato solo vestiti di stilisti italiani.

UNA FESTA DI NOZZE DA FIABA CURATA IN OGNI DETTAGLIO

La Messa del matrimonio di Violante ed Enrico è stata celebrata nel boschetto davanti alla villa del Colle. Circostanza straordinaria perché solo chi possiede una Cappella privata può ufficiarvi le proprie nozze e per limitare il rischio del contagio, il Vescovo Stefano Manetti ha autorizzato lo spostamento della Messa fuori dalla Chiesina di San Clemente. Ha celebrato Fra Adriano un francescano che condivide con lo sposo la passione per i giochi di prestigio e li usa per insegnare il catechismo. Da questo suo approccio inconsueto deriva il soprannome“Mago Magone” con cui è stato presentato persino allo Zecchino d’Oro.
La colonna sonora di tutta la festa, dalla marcia nunziale in poi, era del sassofonista Michele Lazzarini che Enrico e Violante hanno conosciuto in una meravigliosa serata alle saline di Gozo Malta ballando tutta la notte sotto le stelle. Mikele è un artista piemontese di statura internazionale, sempre ospite, come musicista, alle feste sul Lago di Como di George Clooney.

La cena e il pranzo del giorno erano a base di piatti senesi e fiorentini: ecco i coccoli stracchino e prosciutto toscano, ecco il panino col lampredotto e poi l’arista fiorentina preparata con il maiale medioevale cinta senese e lo zuccotto fiorentino con la ricetta utilizzata alla Casa Bianca. Siena e Firenze territori di origine dei due sposi, territori che sono stati in guerra per quattrocento anni trovano una sintesi gastronomica grazie alla Chef Beatrice Segoni, amica della sposa e a Andrea Magi il selezionatore e affinatore di formaggi più premiato in Italia che ha presentato 8 formaggi delle due provenienze. Un menù curato nel dettaglio in cui persino il pane degli sposi, con tutte le farine citate nella Bibbia, era qualcosa di eccezionale, fatto dal Panificio Del Ponte di Prato.

Un numero impressionante di vini eccellenti serviti da 12 Sommelier AIS in divisa. C’erano ovviamente le bottiglie delle cantine di famiglia, compreso lo Spumante Metodo Classico Rosè da uve Sangiovese creato per gli sposi da Josef Reiterer di Arunda con etichetta disegnata dal pittore Alessandro Grazi. E poi Brunello Prime Donne e Cenerentola Doc Orcia oltre a 20 magnum degli amici produttori presenti alla serata e provenienti da tutta Italia. Fra loro una Mathusalem di Spumante Metodo Classico Trento DOC Gran Cuvee 2012 Ferrari che Marcello Lunelli ha voluto donare a Violante e Enrico con i loro volti in etichetta.

Eccoci al taglio della torta nel boschetto dove l’illuminazione creata dallo scenografo Philip Robinson -quello di “Quattro matrimoni e un funerale”- era stata integrata con un effetto fiabesco azzurro. Per accompagnare i dolci nunziali creati dal campione del mondo di pasticceria Rossano Vinciarelli è arrivato il vincitore del Champagne & Sparkling Wine World Championships 2019 Cuvage Asti DOCG “Acquesi” .
Il bosco della Fattoria del Colle, con la sua atmosfera magica, ha fatto da cornice anche al pranzo della domenica per 100 invitati. E c’era un vero mago: Francesco Micheloni artista prestigiatore che unisce la micromagia a storia di narrativa magica in spettacoli e programmi TV.

Violante e Enrico hanno trascorso la loro luna di miele nella camera del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo che, nel Settecento, incontrava segretamente la sua amante Isabella alla Fattoria del Colle. Un tocco romantico per un matrimonio che sembra un inno al coraggio, alla ripartenza e alla fiducia nel futuro. Un coraggio che solo l’amore è capace di generare

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